Eccesso di fluoro nei bambini: da cosa dipende e cosa fare?

18 Settembre 2014 Approfondimenti News

L’eccesso di fluoro nei bambini e nelle bambine è detto fluorosi e si tratta di una patologia orale. Questa condizione è caratterizzata dall’eccessiva produzione di fluoro durante lo sviluppo dentale. La patologia coinvolge lo smalto dei denti; non è una condizione grave, ma può avere qualche ripercussione sulla salute orale. Vediamo insieme da cosa dipende questa situazione, come comportarsi e quali sono le raccomandazioni per una corretta somministrazione di fluoro in età pediatrica.

Cos’è il fluoro e quali sono i benefici in età pediatrica? 

Il fluoro è un elemento che si trova in piccole quantità in quasi tutti i tessuti del nostro organismo. I livelli più elevati di fluoro si trovano nello scheletro e nei denti.

 

La funzione del fluoro è fortificare le ossa, promuovendo il deposito del calcio al loro interno e favorendo lo sviluppo sano dei denti. Inoltre, il fluoro riduce il rischio di danni allo smalto dentale, contrastando l’acidità nella bocca.

 

Presso il nostro studio odontoiatrico a Modena ci occupiamo da vicino di prevenzione e salute orale in età pediatrica, e siamo sempre a tua disposizione per qualunque richiesta e/o consiglio professionale.

Cosa dicono la letteratura scientifica e le indicazioni sanitarie?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) individua, nella profilassi a base di fluoro, una risorsa preziosa per la salute dentale. Lo stesso Ministero della Salute italiano lo afferma:

La fluoroprofilassi, intesa come prevenzione della carie tramite l’utilizzo del fluoro, rappresenta la pietra miliare della prevenzione della carie ed è necessaria per tutti gli individui”.

Il processo della fluorizzazione dentale può iniziare già durante la gravidanza. Infatti, dietro prescrizione medica, le persone in stato interessante possono assumere integratori contenenti anche fluoro per migliorare la dentizione del/della bambino/a.

 

Le linee guida del Ministero della Salute raccomandano la somministrazione di fluoro almeno fino a 6 anni di età, specialmente in zone in cui l’acqua contiene quantitativi di fluoro inferiori a 0,6 ppm. Tuttavia, è importante non esagerare, per evitare intossicazioni e fluorosi dentale. Parleremo di questi temi più dettagliatamente nel corso dell’articolo.

Ricapitoliamo brevemente: cos’è e a cosa serve la fluoroprofilassi

La fluoroprofilassi è considerata la base della prevenzione della carie. Detto in modo molto semplice, ci riferiamo alla somministrazione di fluoro per prevenire la formazione di carie.

 

Questo trattamento costituisce una tra le difese migliori contro la formazione di carie, sia durante l’infanzia sia nelle persone adulte, perché il fluoro funge da barriera contro le sostanze acide che demineralizzano lo smalto dei denti.

 

Attenzione a somministrare il fluoro in maniera adeguata e controllata, evitando gli eccessi e le sue conseguenze, come la già citata fluorosi dentale.

Come assumiamo il fluoro?

Normalmente, il fluoro è assimilato dal nostro organismo in piccole quantità attraverso acqua, frutta e verdura. Inoltre, perché contribuisca a conservare la normale struttura chimica e morfologica dei denti e per evitare, in futuro, di dover curare una o più carie, è fondamentale assumere fluoro a sufficienza sin dall’infanzia, con trattamenti specifici. Capiamo meglio.

L’assunzione di fluoro avviene generalmente attraverso due vie: sistemica e topica.

  • Assunzione sistemica: l’acqua fluorizzata rappresenta una tra le principali fonti sistemiche di fluoro. Altre fonti sono alcuni alimenti (pesce, frutti di mare, latte, carne e formaggio) e integratori fluorati prescritti in zone dove l’acqua non è fluorizzata. Una volta assorbito, il fluoro è distribuito ai vari tessuti del corpo compresi quelli in via di formazione, come i denti dei bambini, attraverso il flusso sanguigno.
  • Assunzione topica: avviene tramite l’applicazione diretta del fluoro sui denti, come nel tipico caso dell’utilizzo di dentifrici (oppure collutori fluorati o trattamenti professionali eseguiti dal dentista). Questo genere di assunzione non prevede l’ingestione di fluoro, ma agisce direttamente sullo smalto dentale, contribuendo a rinforzarlo.

Come avremo modo di osservare, Oms e Ministero della Salute italiano sono concordi nel raccomandare la somministrazione topica rispetto alla supplementazione sistemica tramite integratori alimentari. Infatti, il rischio di questa seconda soluzione è di esposizioni cumulative di fluoro da più fonti, sia naturali sia artificiali.

Solo in casi specifici, e sotto consiglio medico, potrebbe essere utile un approccio sistemico, in particolare durante la fase di sviluppo dentale o se si hanno difficoltà nell’utilizzo di prodotti topici.

Ricapitoliamo brevemente: l’assunzione di fluoro

Il fluoro può essere somministrato in due modi:

  • Per via sistemica, cioè tramite l’assunzione regolare per bocca (per esempio acque fluorate, gocce, latte formulato).
  • Per via topica, esponendo le superfici dei denti a sostanze che ne contengono elevate concentrazioni (per esempio gel e dentifrici). Queste sostanze NON sono destinate ad essere ingerite.

Ad oggi, l’effetto preventivo più efficace sembra essere la somministrazione topica post-eruttiva, anziché la somministrazione sistemica.

Il meccanismo d’azione delle applicazioni di fluoro a livello topico sull’interfaccia smalto-saliva ha luogo tramite una rapida reazione chimica degli ioni calcio e fosfato precipitati sulla superficie dentale in seguito al trattamento con un prodotto fluorato.

I fluoruri hanno proprietà chimiche che consentono una notevole capacità di:

  • Rivestire lo smalto in concentrazioni ottimali;
  • Rallentare la formazione di placca;
  • Fornire protezione dall’aggressione acida.

Come si manifesta l’eccesso di fluoro nei bambini?

La fluorosi dentale si manifesta con una serie di segni visibili sui denti, che possono variare a seconda della gravità dell’esposizione al fluoro. I sintomi sono il risultato dell’assunzione di quantità di fluoro maggiori rispetto a quelle raccomandate durante il periodo di sviluppo dei denti.

In generale, non compaiono sintomi dolorosi. Invece, si possono notare alcuni segni:

Inoltre, possono verificarsi altre condizioni, per esempio una certa debolezza della dentatura, più soggetta a fratture.

Possiamo classificare i principali segni della fluorosi in base alla gravità della situazione:

Segni di fluorosi lievi

Ecco alcuni segni che indicano una fluorosi lieve:

  • Macchie bianche opache: si tratta di piccole macchie biancastre e opache poco evidenti. Possono essere distribuite in maniera uniforme sulla superficie dentale. Spesso, è difficile notare queste macchie senza un’osservazione ravvicinata.
  • Striature bianche: oltre alle macchie, possono comparire linee bianche sottili e parallele al margine gengivale. Di solito, queste striature sono poco evidenti e non incidono sull’integrità strutturale del dente.

Segni di fluorosi moderata

Vediamo di seguito come si manifesta una fluorosi moderata:

  • Macchie giallastre o marroni: un’assunzione eccessiva di fluoro comporta spesso la comparsa di macchie che variano dal giallo al marrone; queste discromie si notano di più rispetto alle macchie bianche.
  • Superficie irregolare: la superficie dentale può mostrare una certa rugosità al tatto, perdendo la levigatezza naturale. Questa irregolarità può rendere un po’ difficoltosa l’igiene orale, aumentando il rischio di carie.

Segni di fluorosi severa

In situazioni di fluorosi grave, possono presentarsi queste situazioni:

  • Pitting o erosione: la superficie dentale può presentare erosioni o piccole cavità (pitting). Si tratta di difetti strutturali permanenti che possono incidere significativamente sull’estetica del sorriso.
  • Fragilità della struttura dentale: l’integrità strutturale dei denti può essere compromessa, con un’aumentata suscettibilità a danni fisici o carie. Inoltre, i denti possono apparire chiaramente irregolari, con variazioni significative anche nella dimensione.

Vediamo ora insieme le linee guida sull’utilizzo di fluoro in età pediatrica.

Linee guida sull’utilizzo del fluoro in età pediatrica

Spesso si dà per scontata la raccomandazione di somministrare una quantità sufficiente di fluoro, in particolare in età pediatrica, una fase delicata per la salute del cavo orale. Come abbiamo visto, questa raccomandazione ha lo scopo di prevenire la carie e mantenere in salute sia i denti decidui sia i denti permanenti.

 

Le corrette indicazioni sulla fluoroprofilassi in età infantile e pediatrica sono state stilate dall’OMS e raccomandate dal Ministero della Salute: l’obiettivo di una corretta fluoroprofilassi è evitare sia l’eccesso sia il difetto di fluoro somministrato, poiché in entrambi i casi si possono riscontrare effetti negativi, rispettivamente l’insorgenza di fluorosi e la mancata protezione dalla carie .

 

Come abbiamo osservato in precedenza, i suggerimenti ad oggi ritenuti validi prevedono di ricorrere alla somministrazione topica di fluoro piuttosto che a quella sistemica.

 

Infatti, specialmente in età pediatrica, è stata dimostrata la maggiore efficacia in termini di prevenzione della carie della somministrazione topica di fluoro sui denti già spuntati, anziché la somministrazione sistemica.

 

Fortunatamente, nel nostro Paese l’applicazione topica è attualmente la più utilizzata e consigliata, anche considerando il fatto che non si ricorre alla fluorazione delle acque potabili (a differenza di altri Paesi come USA, Israele, Brasile e Cile, in cui l’acqua è fluorata in modo da raggiungere le quantità consigliate).

Come somministrare fluoro in età pediatrica

In considerazione di quanto detto fino a ora, le linee guida OMS sulla fluoroprofilassi per prevenire la comparsa di carie e altre patologie del cavo orale suggeriscono:

  • Dai 6 mesi ai 6 anni: è suggerito l’utilizzo di un dentifricio con almeno 1000 ppm di fluoro per 2 volte al giorno, sotto l’attenta supervisione e il controllo di una persona adulta, in dose pea-size (cioè della dimensione di un pisello). Solo in casi particolari si può integrare l’assunzione di fluoro con gocce, compresse, gel o vernici.
  • Dai 6 anni in su: si raccomanda l’utilizzo di un dentifricio con almeno 1000 ppm di fluoro per 2 volte al giorno. Si consiglia anche di limitare il risciacquo del dentifricio, in modo da massimizzare l’efficacia del fluoro assunto, e mantenere tutte le buone pratiche di igiene orale, importantissime in età pediatrica.

Alcune riflessioni prima di salutarci

In Italia, la quantità di fluoro che assumono i nostri bambini e le nostre bambine dalla normale alimentazione è ben lontana dai quantitativi minimi necessari a creare le condizioni per la fluorosi. L’applicazione di fluoro in tenera età può sensibilmente ridurre l’incidenza di carie nella persona adulta.

 

È importante sottolineare anche un aspetto che fino ad ora non abbiamo considerato: i benefici delle applicazioni topiche di fluoro si riscontrano fino all’età di dodici anni, mentre in seguito dopo perdono di significato. Proprio per questo, è ancora più importante agire fin dalla tenera età.

 

La salute orale pediatrica è un aspetto molto importante per lo sviluppo generale, e l’assunzione di fluoro riveste un ruolo essenziale nel bilanciare i benefici della prevenzione della carie con il rischio di sviluppare fluorosi.

 

Questo obiettivo può essere raggiunto tramite la supervisione da parte delle persone adulte di riferimento, la consultazione regolare con professionisti e professioniste dell’igiene orale e l’educazione sulle più adeguate pratiche di salute orale. L’approccio deve essere personalizzato e allineato alle esigenze individuali, considerando tutte le fonti di fluoro a cui un bambino o una bambina potrebbe essere esposto/a.

 

Spero di esserti stato utile con questo approfondimento sulla fluorosi e sulle linee guida ministeriali per la fluoro profilassi. Se hai ulteriori dubbi o domande da esporci, non esitare a scrivermi all’indirizzo simone@simonevaccari.it o rivolgerti allo studio: saremo ben lieti di risponderti.




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